Alejandra Ortiz Castañares
Speciale per il Quotidiano La Jornada
Martedì 3 aprile 2018, p. 4

Firenze.
La mostra fotografica Streghe e Incantesimi (Brujas y hechizos), di Gildardo Gallo (Guadalajara, 1970), allestita al Museo Clavijero di Morelia, invita a riflettere sulla “sottile linea che separa l’arte dalla moda”.

Gallo, che esporrà anche a San Miguel de Allende, è un fotografo di stanza a Firenze che si muove in questo punto di contatto intermedio: ha lavorato per vari marchi di abbigliamento, tra cui firme dell’alta moda come Salvatore Ferragamo e Armani, e ha pubblicato i suoi lavori su riviste come Kult, Marie Claire e Vogue. Tuttavia, la sua vera passione è la fotografia d’arte, che ha esposto in Europa, negli Stati Uniti e in Messico, il suo Paese natale.

Differenza per tema e stile

In un’intervista rilasciata a La Jornada in un caffè di Firenze, Gildardo Gallo racconta come nel suo campo essere uno straniero sia stato un vantaggio, perché “considerano che io abbia una visione più ampia e diversa rispetto ai fotografi locali. Curiosamente, il mondo della moda in Italia non assume fotografi italiani, i quali finiscono per trasferirsi in altri Paesi europei”.

Il doppio titolo della mostra è dovuto alla differenza di tema e stile, in quanto raccoglie due serie di 10 fotografie a grandezza naturale che, pur essendo così diverse, sembrano realizzate da due fotografi differenti. Streghe mostra il tratto distintivo di Gallo: il ritratto. Incantesimi, in contrapposizione, è composto da immagini floreali.

La prima è composta da donne dai tratti leggermente deformati, che conferiscono loro un aspetto spettrale: teste e occhi ingranditi; dominano i toni scuri, con qualche dettaglio a colori. Giovani donne comuni trasformate in esseri inquietanti. Una miscela, come tutta la sua opera, tra “cultura alta e cultura popolare. Da Remedios Varo a Tim Burton e Blade Runner”.

Per il fotografo “sono ritratti ispirati alla pittura di Mark Ryden, sebbene solo da un punto di vista tecnico, permettendomi di valorizzare i miei stessi ritratti. Il mio è un omaggio alla donna. La mostro dignitosa, mai sottomessa. Le streghe medievali venivano condannate per i loro interessi culturali e sociali, proprio come accade ancora oggi”.

Incantesimi, d’altro canto, include mazzi di fiori realizzati in “laboratorio”, immagini dai colori saturi su sfondi bianchi; forme eteree, fluttuanti, leggere come veli di tulle.

Gildardo Gallo ha dovuto sfidare la tecnica per ottenere in Incantesimi un effetto estetizzante.

Al riguardo, spiega: “Ho immerso i fiori in un acquario pieno d’acqua in cui ho iniettato dell’inchiostro. Il mio intervento per modificare l’immagine in post-produzione è stato minimo, in controtendenza rispetto alla tecnologia digitale. In Streghe l’ho usata unicamente per dare un effetto illusorio. Ho dedicato mesi di lavoro per raccogliere appena 15 fotografie.

Amo la fotografia reale, quella analogica, caduta in disuso. Tutto il mio sforzo è precedente allo scatto. Il mio lavoro richiede una lunga preparazione preliminare, a cominciare dall’illuminazione e dalla scenografia.

I miei punti di riferimento sono i fotografi del ventesimo secolo, a cominciare da Manuel Álvarez Bravo, che ho conosciuto. Ammiro inoltre alcune delle leggende internazionali della fotografia di moda, come Richard Avedon e Irving Penn, i quali amavano anch’essi costruire la scena prima dello scatto e basavano le loro foto sulla figura umana, in modo minimalista, come è il mio stile.

Di Joel Peter Witkin, invece, mi interessa la sua esplorazione del mondo sotterraneo, ovvero di persone con difetti fisici che difficilmente notiamo o che escludiamo nella vita di tutti i giorni.

Uno degli aspetti che apprezzo di più del mio lavoro – conclude Gildardo Gallo – è la libertà che la persona ritratta dimostra davanti alla macchina fotografica e l’interazione che instaura con il fotografo”.

La mostra Streghe e Incantesimi (Brujas y hechizos), allestita al Museo Clavijero di Morelia, si concluderà l’8 aprile.

Scopri la serie completa nella pagina dedicata a Streghe e Incantesimi.